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02 December 2021

BOOK: Daniele EDIGATI, Avvocati e procuratori nella Toscana d'Antico Regime Le professioni forensi dalla tutela alla disciplina di polizia (Bologna: Il Mulino, 2021). ISBN: 978-88-15-29403-6, pp. 432,€ 32,00

(Source: il Mulino)

ABOUT THE BOOK

Il volume ripercorre la storia delle professioni forensi e del loro governo nel Granducato di Toscana fino all’annessione all’Impero francese, con particolare attenzione al cruciale passaggio settecentesco, mettendo in luce le difficoltà di categorizzazione delle varie classi di difensori, lo svuotamento delle norme e delle strutture corporative e l’estrema frammentazione del regime giuridico del patrocinio giudiziario in un tipico ordinamento d’Antico Regime. Nel Settecento maturo, con l’intensificarsi del dibattito sulla riforma della giustizia, emerge l’intento di instaurare una vigilanza sempre più pervasiva sulla condotta di avvocati e procuratori, considerati una delle cause del malfunzionamento del sistema giudiziario. Pietro Leopoldo, in particolare, cerca di stabilire una disciplina uniforme centrata sull’imposizione di requisiti formativi e sull’attivazione di filtri all’accesso al mondo forense. Malgrado ciò, finisce per prevalere un modello eclettico di giurista, che supera gli antichi steccati fra avvocati, procuratori e notai e favorisce un’osmosi tra professione forense e magistratura.

ABOUT THE AUTHOR

Daniele Edigati insegna Storia del diritto medievale e moderno all’Università degli Studi di Bergamo. Si occupa prevalentemente di storia della giustizia criminale e dei rapporti fra istituzione politica e potere religioso, con specifico riguardo all’età moderna. Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo «Un altro giurisdizionalismo. Libertà repubblicana e immunità ecclesiastica a Lucca fra Antico Regime e Restaurazione» (Aracne, 2016).

TABLE OF CONTENTS

Abbreviazioni
Introduzione. La storiografia sulle professioni forensi in Antico Regime
I. Le professioni forensi nel Granducato mediceo dall’autonomia corporativa cittadina alla prima disciplina dello stato (secoli XVI-XVIII)
1. Introduzione
2. Cosimo I e la riforma dell’Arte dei giudici e notai
3. Dai nuovi tentativi di riforma di fine Cinquecento all’emanazione degli statuti del collegio degli avvocati (1612)
4. L’estendersi del controllo centrale: sforzi e limiti dell’azione dell’Arte dei giudici e notai sul territorio e nei riguardi delle svariate categorie di patrocinatori
5. Una spia fondamentale dell’accostamento fra procuratori e avvocati: la giurisprudenza e in particolare quella rotale
6. Il regno di Cosimo III: un nuovo sguardo sulla giustizia e la maturazione di un sistema delle professioni forensi
7. Il punto di arrivo: la rinnovazione di bandi del 1736
II. Dalla norma alla prassi: l’abbattimento di steccati tramite la via supplicationis
1. Mancato rispetto di dignitates e steccati
2. Il lento superamento di nazionalità e cittadinanza come requisiti per l’esercizio delle professioni forensi
III. Il cambio di paradigma: le professioni forensi causa della crisi della giustizia
1. Memorie e propositi dei riformatori
2. L’operato concreto della Reggenza sul fronte delle professioni forensi
IV. La lunga stagione riformatrice leopoldina: disciplina delle professioni, riorganizzazione delle curie dello stato vecchio e controllo poliziesco
1. Introduzione: le riforme di Pietro Leopoldo nella temperie tardo settecentesca
2. Primi passi: la riforma della curia di Pisa
3. La riforma della curia fiorentina (1771)
4. La proposta di divieto integrale del patto di quota lite e la lotta agli altri abusi
5. La fine del Proconsolo e l’istituzione del Conservatore delle leggi
6. Nuovi sforzi per disciplinare i causidici dentro e fuori della vicenda processuale
7. Il dibattito del 1778 fra numero chiuso e liberalizzazione
8. Il nuovo ufficio di procuratore e l’incompatibilità con altre mansioni pubbliche e con il chiericato
9. La riforma della curia di Pistoia (1778)
10. L’estensione delle norme fiorentine a Pisa (1777) e il problema degli avvocati docenti dello studio
11. Una riforma ancora da scoprire: la pubblicità delle udienze civili
12. La polizia delle professioni forensi in atto
13. Gli altri fori: parziale uniformazione (Livorno), ma anche conservazione delle specificità (Pontremoli)
14. Il passaggio di funzioni al Presidente del Buon governo (1784-1793)
V. Nello stato «nuovo» d’età moderna: fra diversità istituzionali e analogie nelle tendenze complessive
1. La politica cosimiana: conservazione del controllo sui causidici da parte della Balia e adattamento al modello fiorentino
2. Fra XVII e prima metà del XVIII secolo: deroghe al regime cinquecentesco e reiterazioni di vecchie norme
3. La riforma della curia senese: una nuova spinta verso l’uniformazione allo stato vecchio
4. Procuratori in provincia nello stato nuovo: un capitolo ancora da esplorare
VI. La procura in provincia nello stato vecchio
1. Titoli universitari ed esercizio della procura nel Settecento
2. Il controllo dell’autorità centrale: i ricorsi contro i causidici di provincia
VII. L’esame d’accesso alle professioni forensi dall’introduzione ai primi anni di Ferdinando III
1. L’introduzione dell’esame
2. Svolgimento e contenuti dell’esame sotto la direzione del Conservatore delle leggi
3. I mutamenti successivi alla creazione del Presidente del Buon governo
4. Qualche conclusione
VIII. Sul crepuscolo del Settecento: la definitiva affermazione di un modello di giurista eclettico. Qualche conclusione
Indice dei nomi


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19 November 2021

BOOK: Marie SEONG-HAK KIM, Custom, Law, and Monarchy: A Legal History of Early Modern France (Oxford: University Press 2021). ISBN: 9780192845498, pp. 304

(Source: OUP)

ABOUT THE BOOK

Ancien régime France did not have a unified law. Legal relations of the people were governed by a disorganized amalgam of norms, including provincial and local customs (coutumes), elements of Roman law and canon law, royal edicts and ordinances, and judicial decisions.  All these sources of law coexisted with little apparent internal coherence. The multiplicity of laws and the fragmentation of jurisdiction were defining features of the monarchical era. Legal historians have focused on popular custom and its metamorphosis into customary law, which covered a broad spectrum of what we call today private law. This book sets forth the evolution of law in late medieval and early modern France, from the thirteenth through the end of the eighteenth century, with particular emphasis on the royal campaigns to record and reform customs in the sixteenth century. The codification of customs in the name of the king solidified the legislative authority of the crown, which was an essential element of the absolute monarchy. The achievements of legal humanism brought custom and Roman law together to lay the foundation for a unified French law. The Civil Code of 1804 was the culmination of these centuries of work. Juristic, political, and constitutional approaches to the early modern state allow an understanding of French history in a continuum.

ABOUT THE BOOK

Marie Seong-Hak Kim is a Professor of History at St Cloud State University. She is the author of Michel de L’Hôpital: The vision of a Reformist Chancellor during the French Religious Wars (1997), Law and Custom in Korea: Comparative Legal History (2012), and Constitutional Transition and the Travail of Judges: The Courts of South Korea (2019). She was a Fellow of the Collegium de Lyon, the Netherlands Institute for Advanced Study, the Freiburg Institute for Advanced Studies, and the Käte Hamburger Kolleg Recht als Kultur. As a native of South Korea, she graduated from Ewha Womans University and received her PhD and JD from the University of Minnesota. She is a member of the Minnesota Bar. 

TABLE OF CONTENTS

1. Introduction
2. Custom in Late Medieval France
3. The Redaction of Customs
4. The Reformation of Customs
5. La Coutume and la Législation
6. The Idea of "Our French Law"
7. The Crown and the Constitution
8. De la coutume au Code civil
9. Conclusion
Bibliography
Index


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17 November 2020

BOOK: Alain LOTTIN (Ed.), La désunion du couple sous l'Ancien Régime. L'exemple du Nord (Villeneuve d'Ascq: Presses Universitaires du Septentrion, 2019 - 2e édition). ISBN: 2757424548, pp. 204, € 18,00

 

ABOUT THE BOOK

2e édition, collection: Histoire et civilisations

Les remises en cause de la famille et du mariage caractérisent notre époque, les débats sur la contraception, l'avortement, le divorce se succèdent. L’Histoire est « fille de son temps ». Sur le thème de la désunion du couple, les auteurs ont donc fouillé le passé. Ils étudient les ruptures de fiançailles, les concubinages, les mariages clandestins, les adultères, les « divorces », les annulations de mariage et ils retracent sur ces sujets les comportements de nos aïeux à partir des précieux documents provenant de l’archevêché de Cambrai et concernant un vaste territoire du Nord de la France et de la Belgique. À travers les complaintes des filles séduites, les justifications de séducteurs ou de maris abusifs et les témoignages de voisins curieux et bavards, des tranches de vie pittoresque et parfois truculentes sont ainsi ressuscitées.

ABOUT THE EDITOR

Alain Lottin (1935-2017) était professeur d'histoire moderne, spécialiste notamment des questions religieuses, sociales et politiques des provinces françaises du Nord, aux XVIe et XVIIe siècles.

TABLE OF CONTENTS

Préface

Philippe Guignet

Introduction

Alain Lottin

Chapitre 1.

L'obstacle surmonté : les dispenses

Philippe Malolepsy (essentiellement d'après les TER de P. Malolepsy et R. Rychalski)

Chapitre 2.

Les fiançailles rompues ou empêchées

Alain Lottin et Kathleen Pasquier (essentiellement à partir des TER de S. Delloye et K. Pasquier)

Chapitre 3.

Les mal-unis

Jean-Renaud Machuelle (essentiellement d’après les TER de J.-R. Machuelle et D. Morin)

Chapitre 4.

Séducteurs, volages et infidèles

Jean-Renaud Machuelle (essentiellement d’après les TER de J.-R. Machuelle et D. Morin)

Chapitre 5.

Les « divorces »

Alain Lottin et Guy Savelon (essentiellement d’après les travaux et TER de J.-L. Geoffroy, L. Kaczmarek, A. Lottin, G. Savelon, J.-L. Vandecavaye)

Chapitre 6.

Les demandes d’annulation de mariage

Jean-Renaud Machuelle (essentiellement d’après les TER de J.-R. Machuelle et D. Morin)

Chapitre 7.

Le couple et sa désagrégation

Alain Lottin

Conclusion

Alain Lottin

Annexes

Les auteurs


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17 June 2020

BOOK: Marco VIELLA, Controllare il potere. Il mandato imperativo e la revoca degli eletti (XVIII-XX secolo) (Roma: Viella, 2020). ISBN: 9788833132921, pp. 244, € 27,00

(Source: Viella)

ABOUT THE BOOK

Al centro delle rivendicazioni costituzionali democratiche, dal periodo giacobino fino alla Comune di Parigi, passando attraverso la temperie rivoluzionaria del 1848, vi furono il mandato imperativo e la revoca degli eletti, istituti giuridici che permettono di ripercorrere la vicenda della rappresentanza politica e di tracciarne una sorta di controstoria.
Vengono così ricostruite le origini del sistema rappresentativo, partendo dalla crisi dell’Ancien régime e dalla critica illuministica attraverso la cesura delle Rivoluzioni americana e francese, per inoltrarsi nel lungo Ottocento e giungere, dopo una riflessione su esperienze e teorie novecentesche di autogoverno e sui lavori dell’Assemblea costituente italiana, a mo’ di epilogo, ai giorni nostri. L’affermazione del sistema rappresentativo avvenne proprio sulle ceneri delle dottrine e delle prassi del mandato imperativo e della revoca degli eletti, che indicavano un’alternativa alla democrazia liberale. Questa alternativa sarebbe riemersa, in un mutato contesto istituzionale, nel corso del XX secolo, quando in Europa si fece sempre più stringente la necessità di “democratizzare la democrazia”. Un’esigenza che oggi, in un’epoca di sfiducia e di risentimento verso la politica, ricompare con tutta la sua forza.

ABOUT THE AUTHOR

Marco Fioravanti insegna Storia del diritto medievale e moderno e Storia delle istituzioni politiche all’Università di Roma “Tor Vergata”. Attualmente è direttore di programma presso il Collège International de Philosophie di Parigi. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Le potestà normative del governo (Milano 2009), Il pregiudizio del colore (Roma 2012), La schiavitù (Roma 2017).

TABLE OF CONTENTS

Introduzione
1. Crisi dell’Ancien régime e critica illuministica
1. La rappresentanza medievale e d’Antico regime
2. Rappresentanze in conflitto
3. La cultura illuministica
2. La rappresentanza degli antichi e dei moderni
1. Il modello anglosassone
2. La Rivoluzione americana
3. Il Popular Recall
3. La nascita dello Stato rappresentativo
1. Gli Stati generali francesi del 1789
2. Verso l’abolizione del mandato imperativo
3. Emmanuel-Joseph Sieyès
4. La rappresentanza impossibile
1. Il “discorso” giacobino e le pratiche sanculotte
2. Il progetto Condorcet e la Costituzione montagnarda
3. Terminare la Rivoluzione: da Termidoro a Brumaio
5. La Fenice democratica
1. La Monarchia limitata
2. Il “momento” 1848
3. La Comune di Parigi e il mito della democrazia diretta
Epilogo. Rappresentanza e responsabilità nel XX secolo
1. Un dibattito mancato: il caso italiano
2. Crisi dello ius publicum europaeum
3. L’Assemblea costituente italiana
Bibliografia
Indice dei nomi

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04 January 2019

BOOK: Paul CHAUVIN-HAMEAU, L’obligation militaire sous l’Ancien Régime, ed. Institut Universitaire Varenne (Paris: LGDJ, 2018). ISBN 978-2-37032-190-9, €45.00


(Source: LGDJ)

LGDJ has published a book on the obligation militaire during the Ancien Régime.

ABOUT THE BOOK

Cette thèse vise à analyser les fondements du devoir de risquer sa vie et de tuer pour l'État. Entre le XVIe et le XVIIIe siècle, ces deux volets consubstantiels de l'obligation militaire butent sur des critiques dont l'enjeu commun est, au fond, le rapport de l'individu au groupe et, plus précisément, le rapport du citoyen à l'État, mais aussi du chrétien à l'État et enfin de l'homme à l'État. Le monarque peut exiger l'accomplissement de l'obligation militaire de ses sujets en vertu de leur appartenance politique. Mais il ne peut prétendre exercer son pouvoir de manière inconditionnelle. À défaut de limites constitutionnelles, il existe alors des lois naturelles et divines qui encadrent le pouvoir coactif. Ces normes sont discutées par la doctrine mais aussi appliquées par le roi quand il légifère. L'ouvrage s'efforce de systématiser ce puissant travail argumentatif, d'en saisir les enjeux et les évolutions à travers l'étude des préambules des ordonnances royales et de la doctrine du droit politique. 

ABOUT THE AUTHOR

Juriste de formation (Université Paris II Panthéon-Assas), Paul CHAUVIN-HAMEAU s'est spécialisé en histoire du droit. Après avoir été doctorant contractuel à l'université Paris Sud-Saclay et A.T.E.R. à l'université Paris XIII Villetaneuse, il est aujourd'hui maître de conférences à l'université de Tours

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12 July 2018

BOOK: Claire DOLAN (dir.), Les pratiques politiques dans les villes françaises d’Ancien Régime. Communauté, citoyenneté et localité (Rennes: PURennes, 2018), 236 p. ISBN 9782753574755, €28

(image source: PURennes)

Book abstract:
Même sous la monarchie absolue, les urbains utilisaient leur droit de parole pour contribuer à la vie politique. La citoyenneté d’avant la Révolution était un phénomène local, urbain, qui a très peu à voir avec la démocratie, même si les décisions collectives faisaient partie du système citadin. Cet ouvrage observe les pratiques politiques d’Ancien Régime dans trois villes (Marseille, Toulouse et Paris) en s’interrogeant sur comment les citadins conjuguaient la participation politique et l’organisation en communautés qui structurait une bonne partie de leurs activités.
On the editor:
Claire Dolan est professeur associé à l’université Laval (Québec). Ses trois plus récents ouvrages sont Le Notaire, la famille et la ville : Aix en Provence à la fin du XVIe siècle (Presses universitaires du Mirail, 1998) ; Les Procureurs du Midi sous l’Ancien Régime (Presses universitaires de Rennes, 2012) ; Délibérer à Toulouse au XVIIIe siècle. Les procureurs au parlement (Éditions du CTHS, 2013).
Free blurbs:



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13 January 2015

CALL FOR COOPERATION: Appel comme d'abus ('appeal as from abuse') (aca.hypotheses.org)

(the Le Bret family, members of the Aix en Provence parliament, portrayed by Rigaud; source: vikidia.org)
 
Dr. Anne Bozon (Université Paris-VIII, MCF Early Modern History) and Dr. Caroline Galland (Université Paris X Nanterre, MCF Early Modern History) launch an open appeal for cooperation on the theme Appel comme d'abus, an early modern procedural mean for the King of France's sovereign courts to establish his jurisdiction in cases treated by ecclesiastical judges.

The platform text reads as follows (source: aca.hypotheses.org):
 L’inégalité d’accès aux droits est constitutive de la société française d’Ancien Régime, dont tout le fonctionnement est fondé sur le privilège. Dans le domaine judiciaire, cette inégalité se traduit par la pluralité des instances de répression, de régulation sociale et de résolution des conflits : les Parlements coexistent non seulement avec d’autres tribunaux de niveau inférieur, mais aussi avec des justices seigneuriales et ecclésiastiques. Ordre privilégié par excellence, le clergé dispose d’un pouvoir de juridiction et possède ses propres tribunaux, les officialités, lesquelles ont compétence dans les affaires de discipline ecclésiastique, ainsi que dans les matières qui relèvent du spirituel : mariages, testaments, vœux de religion, office divin, etc. L’appel comme d’abus, apparu dans les derniers siècles du Moyen Âge, est un moyen d’utiliser le pluralisme juridique pour remettre en cause une décision émanant d’une officialité ou d’une instance ecclésiastique, et la porter devant les tribunaux royaux. Dans un certain nombre de cas (violation des lois, atteintes aux libertés de l’Église gallicane, incompétence de l’official), les Parlements sont amenés à reconnaître l’abus dans les causes portées devant eux, et à renvoyer l’affaire devant un juge compétent pour un nouveau procès. Cela suppose un travail de définition, de délimitation et d’élucidation. L’appel comme d’abus est traditionnellement présenté comme un procédé utilisé par la monarchie pour affirmer son autorité à l’encontre des justices ecclésiastiques, qui perdent nombre de leurs attributions entre le XVe et le XVIIIe siècle. Son étude recoupe donc celle des relations entre l’Église et l’État, et plus particulièrement la question du gallicanisme. Mais un examen plus approfondi des affaires dans lesquelles il est utilisé montrent que l’appel comme d’abus fonctionne de manière plus subtile et complexe, et qu’il met en jeu les relations d’autorité à l’intérieur même du clergé. Au-delà de l’étude des fondements théoriques, des origines et du fonctionnement de cet appel, il est nécessaire de mettre en évidence les enjeux historiques multiples que son utilisation soulève. Observer les circonstances et le fonctionnement du recours à cet appel devrait permettre de mieux comprendre le travail quotidien des légistes, le fonctionnement du privilège, la définition même de l’abus, et toutes les difficultés qui peuvent naître de la coexistence entre plusieurs systèmes juridiques.

19 March 2014

SEMINAR: "La révolution et l’exception : exception à la règle et exception dans la règle" (Paris, 20 March 2014)



What: Séminaires Norma, séminaire du sous-projet Connaître la Loi sous l’Ancien Régime (CLAR) sur « La révolution et l’exception: exception à la règle et exception dans la règle »

Where: 105, bd. Raspail, Paris (6e), salle 1

When: 20 March 2014, 5:00-7:00 pm

All information here
 

 Speakers: 
Yann-Arzel Durelle-Marc, Maître de Conférences en Histoire du droit, Université de Franche Comté