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30 December 2021

BOOK: Alessandro TRAVERSI (Ed.), Dante colpevole o innocente? La revisione del processo 700 anni dopo (Milano, Giuffrè Editore, 2021). ISBN: 9788828835905, pp. 249, € 27,00

 (Source: Giuffrè Editore)

ABOUT THE BOOK

Le sentenze di condanna nei confronti di Dante Alighieri furono emesse all’esito di un “giusto processo” o si è trattato di sentenze “politiche”? E, se così fosse, potremmo oggi riaprire questo cold case? Queste domande sono state al centro del dibattito – che ha visto confrontarsi giuristi, storici e linguisti – oggetto del Convegno tenutosi a Firenze il 21 maggio 2021 700 anni dopo: la ‘revisione’ delle sentenze di condanna di Dante, nell’ambito delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte del Sommo Poeta.

Il volume, raccogliendo gli interventi del Convegno, ripercorre e analizza il processo avvenuto nei confronti di Dante facendo ricorso all’istituto della revisione previsto dall’attuale codice di procedura penale. A quali conclusioni si è pervenuti? Fedeli all’idea dantesca che il 3 sia il numero perfetto, sono ben tre le considerazioni finali che possono essere tratte alla luce del dibattito: una di carattere universale – per tutto quello che la figura di Dante ancora oggi suscita –, una di carattere processuale e, infine, la terza conclusione riguarda il merito della sentenza di condanna. L’opera è corredata da tavole illustrative con versi tratti dalla Divina Commedia. In Appendice è infine riportato il testo delle sentenze di condanna di Dante del 1302 e del 1315 tratte dal Libro del Chiodo.

ABOUT THE AUTHORS

A cura di: Traversi Alessandro
Collaboratore Volume: Bambi Federigo, Cassano Margherita, Di Fonzo Claudia, Gambogi Gianluca, Iacoviello Francesco Mauro

TABLE OF CONTENTS

It's available in PDF format here.

01 November 2021

BOOK: Andrea PADOVANI, L' insegnamento del diritto a Bologna nell'età di Dante (Bologna, Il Mulino, 2021). ISBN: 978-88-15-29455-5, pp. 138, € 16,00

(Source: Il Mulino)

ABOUT THE BOOK

Series: "Studi e ricerche sull'università".

La storia dell'Università di Bologna tra gli ultimi decenni del Duecento e il Trecento – se si escludono ricerche pregevoli, ma settoriali – non è stata studiata come pur meriterebbe, per responsabilità, principalmente, di Friederich Karl von Savigny, che nella sua «Geschichte des Römischen Rechts im Mittelalter» a metà Ottocento bollò quell'età come un periodo di decadenza rispetto all'altra che, da Irnerio ad Accursio, l'aveva preceduta. In realtà, la scuola dei postaccursiani e poi dei commentatori sviluppò un pensiero di alto profilo che, nel confronto con le scuole contemporanee dei logici, dei medici e filosofi bolognesi, si segnala per un'approfondita riflessione sul metodo esegetico che, sotto alcuni aspetti, già annuncia la rivoluzione scientifica del mondo moderno.

ABOUT THE AUTHOR

Andrea Padovani (1947) si laureò a Bologna con Guido Rossi nel 1972. Assegnista dal 1974 all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, assistente ordinario (1978), studia con i professori Bruno Paradisi e Vincenzo Piano Mortari. Partecipa al Vatican Project sotto la direzione di Stephan Kuttner a Berkeley, Cal. (1978-79), è Mitarbeiter del Max Plank Institut di Francoforte (1980). Professore associato nel 1985, ordinario nel 1986, insegna storia del diritto italiano a Parma e poi, dal 1998, a Bologna. E’ direttore dell’Istituto per la storia dell’Università di Bologna. Dal 2007 partecipa attivamente all’International School of Ius Commune dell’Ettore Majorana Center di Erice.

TABLE OF CONTENTS

I. Uno sguardo all’indietro
1. Quel giorno senza data
2. L’ascesa ai vertici della fama
3. Sapere e potere
4. Studenti e professori. Un quadro animato
5. Sbirciando nelle antiche aule
6. Una memoria prodigiosa
7. Sulla vetta
II. Gli ultimi decenni del secolo XIII
1. Finisce una storia, ne inizia un’altra e drammatica
2. Stentati tentativi di ripresa. L’ascesa degli artistae
III. Il primo Trecento
1. Dino del Mugello, il giovane Cino da Pistoia e Giovanni d’Andrea
2. Alla riscoperta di un giurista dimenticato: Bartoluccio de’ Preti
3. Morte di un giovane amante. Ira ed esodo degli studenti bolognesi
4. Bologna nei malinconici ricordi del sessantenne Francesco Petrarca
5. La laurea di Bartolo da Sassoferrato (1334)
IV. La seconda metà del Trecento
1. L’annus horribilis. Il 1348
2. Il secolo troncato che sopravvisse a se stesso
3. La speranza di un recupero possibile, in un mondo profondamente cambiato
4. Obiettivi e destinatari della polemica petrarchesca
V. I civilisti
1. Con la glossa, oltre la glossa. Le additiones
2. Lecturae per viam additionum e per viam quaestionum
3. Quaestiones, oppositiones e notabilia. Il trionfo della dialettica in Iacopo Belvisi e in Iacopo Buttrigari
4. Oppositiones e quaestiones, distinte seppur simili. Sulla scia dei sophismata
5. La funzione ermeneutica di quaestiones e oppositiones/contraria
6. Dalle vecchie summae alle nuove lecturae. La svolta di Odofredo
7. Vecchio materiale per nuove costruzioni
8. Il ruolo dei notabilia nell’argomentazione dialettica. Fortuna dei modi arguendi in iure
9. Alla ricerca delle origini di una svolta metodologica fondamentale. La logica modernorum dalla Francia a Bologna. Pietro Abelardo e Adamo Parvipontano
10. Tracce di convergenze dottrinali tra Abelardo e Irnerio. Un caso ulteriore: il giudice testimone
11. Studenti di formazione intellettuale parigina a Bologna: Guglielmo di Tiro, Eraclio, Alberico del Monte, Stefano di Tournai
12. L’approccio terminista al commento delle leggi giustinianee. Divisio textus e summarium
13. Dottrine al vaglio della critica. La discussione sulla validità dell’argumentum a contrario sensu nella ricostruzione di Cino da Pistoia. Gli interpreti più antichi
14. Un anonimo, presunto allievo di Cino sulle regole dell’inferenza. Martino Sillimani: argomentare dalla distruzione del conseguente
15. Le consequentiae nella logica terminista
16. Le consequentiae in una celebre, complessa glossa di Irnerio e in alcuni giuristi posteriori
17. Valorizzazione delle maximae nell’argomentazione dei giuristi, da Iacopo Belvisi a Ranieri Arsendi
18. Spunti logico-grammaticali in alcuni passi di Iacopo d’Arena e Iacopo Buttrigari
19. L’ingresso della dottrina delle fallaciae nella dottrina giuridica. Da Azzone a Guglielmo Durante
20. Progressivo approfondimento della dottrina delle fallaciae, tra giuristi, a metà Duecento. Accursio lettore di Pietro Ispano?
21. Riflessi di terminologia grammaticale negli scritti dei giuristi da Odofredo a Riccardo da Saliceto, a Bartolo da Sassoferrato. Nomina appellativa, definita, distributiva, collectiva, indefinita
22. Probabili risonanze di dottrine modiste in Riccardo da Saliceto
23. Disinteresse di Cino da Pistoia per la logica e per i nuovi indirizzi della grammatica
24. Cino da Pistoia coinvolto nella polemica tra artistae e giuristi intorno all’eccellenza dei rispettivi saperi
25. Limiti della replica di Cino
26. La disputa delle arti. La giurisprudenza è davvero scienza?
27. Che dire, poi, della scientificità della teologia? Un quesito aperto
28. Bartolo e Giovanni da Legnano paladini della scientificità della giurisprudenza. Taddeo Alderotti su scientia speculativa et practica
29. Crisi della metafisica e affermazione del sapere probabile. La via intrapresa dai giuristi moderniores
VI. I canonisti
1. Le Quaestiones Mercuriales di Giovanni d’Andrea. Metodo e struttura
2. Prima e dopo Giovanni d’Andrea
VII. Per concludere
1. Due scuole a confronto
1. Due scuole a confronto
2. Ancora sui civilisti postaccursiani. Vecchi e recenti pregiudizi storiografici. L’accusa di «praticismo»
3. Sul presunto abuso della dialettica, ritenuta mero artificio espositivo e tecnica sostanzialmente improduttiva. Contra: il ruolo del metodo nella conoscenza
4. Le critiche di Alberico da Rosciate ai moderniores
5. Obiettivi e destinatari della polemica albericiana
6. L’ombra di Petrarca
Indice dei nomi e dei luoghi
Indice analitico
Indice dei manoscritti


More information with the publisher.

01 February 2014

BOOK: Justin Steinberg, "Dante and the Limits of the Law"

Justin Steinberg
"Dante and the Limits of the Law"

University of Chicago press, december 2013

















In Dante and the Limits of the Law, Justin Steinberg offers the first comprehensive study of the legal structure crucial to Dante’s Divine Comedy. Steinberg reveals how Dante imagines an afterlife dominated by elaborate laws, hierarchical jurisdictions, and rationalized punishments and rewards. Steinberg makes the compelling case that Dante deliberately exploits this highly-structured legal system to explore the phenomenon of exceptions to it, introducing Dante to crucial current debates about literature’s relation to law, exceptionality, and sovereignty.
Examining how Dante probes the limits of the law in this juridical otherworld, Steinberg argues that exceptions were vital to the medieval legal order and that Dante’s otherworld represents an ideal “system of exception.” Yet Dante saw this system as threatened on earth by the dual crises of church and Empire—the abuses and overreaching of the popes and the absence of an effective Holy Roman Emperor. In his imagination of the afterlife, Steinberg shows, Dante seeks to address this gap between the universal validity of Roman law and the lack of a sovereign power to enforce it. Exploring the institutional role of disgrace, the entwined phenomena of judicial discretion and artistic freedom, medieval ideas about privilege and immunity, and the place of judgment in the poem, this is an elegantly argued book that persuasively brings to life Dante’s sense of justice.

All information available here


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