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17 March 2025

BOOK: Massimo VALLERANI, Regimi di cittadinanza nell’Italia comunale (Rome: Viella, 2024). ISBN: 9791254696729

(Image source: Viella Editore)


About the book

Nelle città medievali abitare o nascere in un luogo non fanno diventare le persone dei cittadini e non garantiscono l’assegnazione di diritti civici in via definitiva. Diventare cittadini resta un lavoro faticoso, una condizione temporanea da mantenere con azioni ripetute nel tempo che mostrano la volontà di essere civis (abitare, pagare le tasse, militare nell’esercito, lavorare). In questa concezione dinamica e attiva di cittadinanza, non tutti avevano le stesse risorse. Tra Duecento e Quattrocento si affermano regimi diversi di cittadinanza, graduati secondo la possibilità o meno di partecipare alla vita politica. Questo libro ricostruisce la lenta trasformazione della civilitas da sistema di controllo dell’appartenenza a filtro selettivo di élites politiche riprodotte per via familiare. La divisione della cittadinanza in sfere di diritti differenziati aiuta a comprendere le complesse dinamiche di inclusione e di esclusione che ancora oggi caratterizzano il mondo contemporaneo.


About the author

Massimo Vallerani insegna storia medievale all’università di Torino. Ha studiato i sistemi politici e giudiziari di età comunale (Medieval public justice, 2012), e coordinato ricerche sui poteri eccettuativi nel basso medioevo (Sistemi di eccezione, 2009), le relazioni tra fiscalità e cittadinanza (Valore delle cose e valore delle persone, 2018) e in generale le forme di appartenenza alla città. Ha pubblicato il manuale Storia medievale, con Luigi Provero, nel 2022. È membro della direzione di «Quaderni storici» e direttore de «L’Indice dei libri del mese».


Table of contents

Introduzione

1. Classificazione. La definizione degli status di appartenenza

  1. Il sistema della classificazione: liste di inclusione e liste discriminanti
  2. Gradazioni di status e sistema documentario
  3. La divisione originaria. Cittadini e comitatini negli estimi
  4. La civilitas a Bologna: i registri del 1287 e la cittadinanza “per sentenza”

2. Valutazione. Il valore delle persone e il costo della cittadinanza

  1. Modelli di valutazione: fra auto-denuncia e valore imposto
  2. La costruzione del valore dei cives a Bologna: le carte di estimo del 1315
  3. Logica del valore o logica del prelievo?
  4. Gli estimi e il valore dei cives
  5. Appendice. Le carte di estimo dei Galluzzi

3. Esclusione. Instabilità delle condizioni di civis e stati diminuiti di cittadinanza

  1. L’esclusione politica: i bandi politici e le liste di sospetti
  2. Banditi a Bologna: censimento e gradi di esclusione (1277-1308)
  3. Gli evasori delle collette e la non protezione del comune
  4. Un caso di esclusione (parziale) di massa: i Malpaghi a Bologna nel 1309
  5. La criminalizzazione del debito e i suoi effetti
  6. Conclusioni
  7. Appendice. Consilia sull’evasione

4. Negoziazione. La contestazione dello status, tra testimonianze e libri

  1. La contestazione dello status economico
  2. Difendere l’identità civica: le prove di cittadinanza
  3. Contestare la categoria di nobilis e lambertazzo
  4. Un sistema autosufficiente: i libri come prova
  5. Appendice. Le Intentiones a difesa nei processi di cittadinanza

5. Selezione. La manipolazione degli status e i limiti alla partecipazione

  1. La modifica dello status come atto amministrativo: il “come se”
  2. La (ri)produzione degli status: l’estensione genealogica degli status nella prima metà del Trecento
  3. L’invenzione dell’origo: restringere e selezionare la cittadinanza
  4. L’articolazione artificiale della cittadinanza nel XV secolo: i privilegi di cittadinanza e la frammentazione delle forme di appartenenza

6. La moltiplicazione dei livelli di civilitas e la separazione fra appartenenza e partecipazione

  1. Nuove gerarchie di cives fra XIV e XV secolo
  2. Restringimento della partecipazione politica: dal criterio genealogico all’ereditarietà delle cariche
  3. Esiti moderni: dalla frammentazione dei livelli di cittadinanza alla ridefinizione delle gerarchie sociali
  4. L’impossibile ritorno al Comune: forme di uso politico dell’età comunale

Epilogo

Bibliografia

Indice dei nomi


More information can be found here.

25 October 2024

CONFERENCE: Berengario I e il cuore gardesano del Regno Italico fra i secoli IX e X (Verona/Garda: CISAM, 25-27 OCT 2024)

(Image source: CISAM)


Gli anni del regno di Berengario I (888-924) furono fra i più caotici e contrastati della storia del potere in Italia, ma anche fra i più densi di fraintendimenti. La medievistica degli ultimi decenni ha fatto emergere quel periodo come contenitore di alcune delle dinamiche più caratteristiche del panorama post-carolingio, ben leggibili con gli strumenti adeguati.

Sul finire del secolo IX grandi marche condizionavano gli equilibri del regno che vivevano anni di assetto instabile: due di queste – del Friuli e di Spoleto-Camerino – espressero candidati alla corona, rispettivamente Berengario e Guido, entrambi in grado di sfruttare le loro concorrenti corone italiche per puntare al titolo imperiale. Nell’affermazione delle loro famiglie, provenienti dal nord delle Alpi, ebbe qualche valore simbolico un imparentamento con la dinastia carolingia, ma il peso maggiore lo ebbe il carattere elettivo della carica: erano i rappresentanti della grande aristocrazia militare della penisola ad aggregarsi intorno ai loro candidati. Era inevitabile che gli schieramenti conferissero fisionomia territoriale alla distribuzione del potere, e Berengario controllò la parte più settentrionale del regno, con residenza prevalente proprio a Verona.

Dopo la lezione inaugurale – che si terrà al “Polo Zanotto” dell’Università di Verona – di Gian Maria Varanini, il maggiore studioso del medioevo non solo veronese, i lavori, dal pomeriggio di venerdì 25 (e fino a domenica 27), proseguiranno alla “Sala Congressi” di Garda (VR) con la relazione di François Bougard, che prosegue ad alti livelli la tradizione di storici transalpini che hanno analizzato i funzionamenti del regno italico.  Il congresso, nell’occasione dell’undicesimo centenario della morte dell’imperatore, sopraggiunta a Verona il 7 aprile 924, approfondisce in modo tematico i diversi aspetti degli anni berengariani. È un periodo di svolta per l’Italia del Nord, con le grandi aziende agrarie rispondenti o non allo schema curtense, la fortificazione delle città, l’incastellamento delle campagne, gli spunti di signoria rurale, le reti aristocratiche, gli sviluppi degli enti religiosi, il funzionamento della giustizia, le redazioni documentarie e l’evolversi delle espressioni artistiche. Per tutti questi temi è data voce ai relatori a un tempo più esperti e più innovativi.


  • Practical information: La partecipazione è aperta a tutti gli interessati. Chi vorrà iscriversi potrà farlo a partire dal pomeriggio del 25 ottobre presso la segreteria allestita al Centro Congressi di Garda (https://www.comune.garda.vr.it/it/point-of-interest/sala-congressi). Per le informazioni pratiche: Comune di Garda, Area Cultura, Manifestazioni e Turismo, Lungo Lago Regina Adelaide, 15 – 37016 Garda (VR), tel. +39 045 6208430; e-mail turismo@comune.garda.vr.it (ref. Laura Bressan.
  • Organizing committee: Sergi (P), Bassetti, Cammarosano, Crivello, Stasolla, Stella, Storti, Varanini.


Further information can be found here.



30 December 2021

BOOK: Alessandro TRAVERSI (Ed.), Dante colpevole o innocente? La revisione del processo 700 anni dopo (Milano, Giuffrè Editore, 2021). ISBN: 9788828835905, pp. 249, € 27,00

 (Source: Giuffrè Editore)

ABOUT THE BOOK

Le sentenze di condanna nei confronti di Dante Alighieri furono emesse all’esito di un “giusto processo” o si è trattato di sentenze “politiche”? E, se così fosse, potremmo oggi riaprire questo cold case? Queste domande sono state al centro del dibattito – che ha visto confrontarsi giuristi, storici e linguisti – oggetto del Convegno tenutosi a Firenze il 21 maggio 2021 700 anni dopo: la ‘revisione’ delle sentenze di condanna di Dante, nell’ambito delle celebrazioni per il 700° anniversario della morte del Sommo Poeta.

Il volume, raccogliendo gli interventi del Convegno, ripercorre e analizza il processo avvenuto nei confronti di Dante facendo ricorso all’istituto della revisione previsto dall’attuale codice di procedura penale. A quali conclusioni si è pervenuti? Fedeli all’idea dantesca che il 3 sia il numero perfetto, sono ben tre le considerazioni finali che possono essere tratte alla luce del dibattito: una di carattere universale – per tutto quello che la figura di Dante ancora oggi suscita –, una di carattere processuale e, infine, la terza conclusione riguarda il merito della sentenza di condanna. L’opera è corredata da tavole illustrative con versi tratti dalla Divina Commedia. In Appendice è infine riportato il testo delle sentenze di condanna di Dante del 1302 e del 1315 tratte dal Libro del Chiodo.

ABOUT THE AUTHORS

A cura di: Traversi Alessandro
Collaboratore Volume: Bambi Federigo, Cassano Margherita, Di Fonzo Claudia, Gambogi Gianluca, Iacoviello Francesco Mauro

TABLE OF CONTENTS

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