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05 October 2020

BOOK: Mira L. SIEGELBERG, Statelessness: A Modern History (Cambridge: Harvard University Press, 2020). ISBN 9780674976313, 31.50 EUR

 

Harvard University Press is publishing a new book on the modern history of statelessness.

ABOUT THE BOOK

The story of how a much-contested legal category—statelessness—transformed the international legal order and redefined the relationship between states and their citizens.

Two world wars left millions stranded in Europe. The collapse of empires and the rise of independent states in the twentieth century produced an unprecedented number of people without national belonging and with nowhere to go. Mira Siegelberg’s innovative history weaves together ideas about law and politics, rights and citizenship, with the intimate plight of stateless persons, to explore how and why the problem of statelessness compelled a new understanding of the international order in the twentieth century and beyond.

In the years following the First World War, the legal category of statelessness generated novel visions of cosmopolitan political and legal organization and challenged efforts to limit the boundaries of national membership and international authority. Yet, as Siegelberg shows, the emergence of mass statelessness ultimately gave rise to the rights regime created after World War II, which empowered the territorial state as the fundamental source of protection and rights, against alternative political configurations.

Today we live with the results: more than twelve million people are stateless and millions more belong to categories of recent invention, including refugees and asylum seekers. By uncovering the ideological origins of the international agreements that define categories of citizenship and non-citizenship, Statelessness better equips us to confront current dilemmas of political organization and authority at the global level.

ABOUT THE AUTHOR

Mira L. Siegelberg is University Lecturer in the History of International Political Thought at the University of Cambridge and a past member of the Princeton University Society of Fellows.

TABLE OF CONTENTS

Introduction

1. From a Subject of Fiction to a Legal Reality

2. Postimperial States of Statelessness

3. Postimperial Foundations of Political Order

4. The Real Boundaries of Membership

5. A Condition of World Order

6. Nationalizing International Society

Conclusion

Abbreviations

Notes

Acknowledgments

Index

 

More info here

11 September 2020

ARTICLE: Para além do sangue e do solo: Aquisição e atribuição da nacionalidade nas utopias do século XIX (Thomas Project, n. 3, 2020/1)

 

(Source: http://www.thomasproject.net/current-issue/)

Abstract: The aim of our paper is to investigate the problem of acquisition and attribution of nationality in 19th century English-speaking utopias. In the scope of International Law, the classic doctrines related to nationality (ius sanguinis and ius soli) were consolidated during the 19th century, as a result of the formation of modern centralized states. Countless utopias will develop attacks on the doctrines of ius sanguinis and ius soli, interpreting the contemporary conception of nationality as a reflection of bourgeois legal-political thought. We will focus on three texts: Erewhon (1862), by Samuel Butler; Looking Backward: 2000 - 1887 (1888), by Edward Bellamy; and News from Nowhere (1890), by William Morris. Throughout Modernity, it became common to use utopias to criticize the Western political-legal structure. The writings of Butler, Bellamy and Morris are no exception, and in them we can find efforts to think about alternatives to the hegemonic criteria for recognizing nationality. Keywords: Utopia; nationalism; XIX century; Samuel Butler; Edward Bellamy; William Morris.

Philippe Oliveira de Almeida is professor of Philosophy of Law at the Federal University of Rio de Janeiro (UFRJ).


19 May 2020

BOOK: Beatrice PRIMERANO, Libertà religiosa e nazionalità in Francesco Ruffini, con l’edizione di: Sionismo e Società delle Nazioni (1919) (Foligno: Il Formichiere, 2020). ISBN: 9788831248204, pp. 146, € 20,00

Libertà religiosa e nazionalità in Francesco Ruffini con l ...
(Source: Il Formichiere)

ABOUT THE BOOK

A un secolo esatto dalla sua pubblicazione vede nuovamente la luce Sionismo e Società delle Nazioni di Francesco Ruffini (1863-1934), vivo documento di un momento cruciale della vita politica internazionale, all’indomani della Grande Guerra e mentre le potenze vincitrici ridefinivano il nuovo ordine mondiale nella Conferenza di Parigi. La causa dell’ebraismo mondiale appariva a Ruffini degna di essere assunta come una bandiera che teneva uniti insieme i due princìpi ai quali egli aveva dedicato la sua vita di studioso: il principio della libertà religiosa e il principio di nazionalità, vissuto nella dimensione della tradizione mazziniana e manciniana, spiritualista e libertaria, contro ogni tendenza nazionalistica e autoritaria. Giurista dalla forte componente storicistica, storico del diritto egli stesso e maestro nel diritto ecclesiastico, Ruffini non poteva che attingere alla migliore tradizione italiana, dal Cattaneo delle Interdizioni israelitiche al Mancini della prolusione Della nazionalità come fondamento del diritto delle genti. Queste basi scientifiche e culturali sono anche all’origine della sua avversione dichiarata per il nazionalismo di matrice germanica, dal quale Ruffini vede sorgere l’antisemitismo, cui sono dedicate in questo libro pagine illuminate e sferzanti, ricche di sorprendenti intuizioni. La riedizione di Sionismo e Società delle Nazioni ad opera di Beatrice Primerano è un contributo alla conoscenza di un momento irripetibile della storia giuridica e politica del Novecento, nel quale la migliore cultura giuridica italiana partecipava alla costruzione di un nuovo ordine mondiale sulla base di princìpi generati dal ripudio della concezione «naturalistica e quindi egoistica» del principio di nazionalità, concezione, «per ulteriore conseguenza, esclusiva, aggressiva ed oppressiva»: princìpi che Ruffini stimava propri di una opposta concezione, «nostra, spiritualistica ed altruistica, e cioè tollerante, conciliante e affratellante», e che egli non esitava a credere oramai prevalsa con la vittoria sopra gli Imperi e destinata a presiedere al futuro assetto della Società delle Nazioni. (Diego Quaglioni)

ABOUT THE AUTHOR

Francesco Ruffini (1863-1934), giurista, senatore del Regno (1914), ministro della Pubblica istruzione (1916-1917), socio nazionale dei Lincei, professore di diritto ecclesiastico; di orientamento liberale, fu uno dei pochi professori universitari che, nel 1931, rifiutarono il giuramento al regime fascista e furono per questo dimessi dalla cattedra.  I suoi interessi storico-giuridici e la formazione politica lo orientarono verso i problemi della libertà religiosa e dei rapporti fra Stato e Chiesa; fu grande estimatore della figura di Cavour, al quale dedicò saggi e monografie. Tra le sue opere si ricordano: La buona fede in materia di prescrizione (1892), l’edizione italiana del Trattato di diritto ecclesiastico cattolico ed evangelico di E. Friedberg, arricchita di ampie note e appendici (1893), Guerra e riforme costituzionali (1920), La giovinezza del conte di Cavour (1922) e la pubblicazione di un corso di lezioni tenute all’Accademia di diritto internazionale dell’Aia dal titolo De la protection internationale des droits sur les oeuvres littéraires et artistiques (1927).

Beatrice Primerano ha studiato a Trento nella Facoltà di Giurisprudenza, dove si è laureata, e a Lione presso l’École Normale Supérieure. È dottore di ricerca in Studi Giuridici Comparati ed Europei. Studiosa del pensiero giuridico otto-novecentesco e attiva collaboratrice della Fondazione Museo Storico del Trentino, insegna Storia della giustizia nella Facoltà di Giurisprudenza di Trento. 


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